Legalizzare e tassare. Lotta alle mafie, risorse pubbliche, libertà.

L’uso della cannabis non viene vietato perchè pericoloso, ma è pericoloso proprio perchè vietato.

In questo paradosso è riassunto il dibattito pubblico che, dal 1995 ad oggi, si è vissuto nel nostro paese, viziato da furore ideologico, oscurantismo e poca conoscenza.

Negli ultimi anni, mentre tutti gli altri paesi adottavano leggi rivolte sempre di più alla depenalizzazione e alla riduzione del danno anche sollecitate dall’Odet (Osservatorio Europeo), l’Italia ha nuotato controcorrente, con l’impennata del 2006, dove la nuova legge ha introdotto nelle stesse tabelle droghe leggere e droghe pesanti e ha insistito sull’approccio penale della questione. La conseguenza è stata che si sono riempite le carceri e progressivamente si sono cancellate tutte le attività rivolte alla riduzione del danno. Oggi i tempi sono maturi per un cambio di rotta.

La società è più matura del parlamento, in questo momento, perchè oggi siamo pronti ad un dibattito che ponga al centro i temi veri dell’antiproibizionismo.

La guerra al narcotraffico, ad esempio. Legalizzare significherebbe colpire al cuore le mafie che si arricchiscono quotidianamente grazie ad una legge repressiva e oscurantista.

La fiscalizzazione. I costi economici e sociali del proibizionismo sono enormi e il gettito possibile dalla legalizzazione offrirebbe risorse importanti al paese e soprattutto la leva fiscale, come per le sigarette, può portare ad una riduzione dei consumi.cannabis

E poi, la libertà. L’uso senza conseguenza di cannabis è un atto di libertà, se fatto da persone maggiorenni che non arrecano danno a nessuno. Più dell’alcool è una sostanza socializzante e con pochi effetti collaterali. Infomrare delle conseguenze possibile, permetterne l’uso consapevole, è un piccolo importante passo per la libertà di chiunque. E la libertà è importante, di questo siamo certi tutti.

Milano sia, come in tanti altri campi dei diritti, capofila nazionale, di questa partita di civiltà. Come lo è stato sui diritti civili, come lo é stato sullo sviluppo economico. Che accompagni l”Italia intera più vicina all’europa e al mondo laico moderno.