Articolo 12. Una rivoluzione da applicare.

L’articolo 12 del regolamento edilizio è, potenzialmente, un grande atto rivoluzionario.
Lo ho fortemente voluto nel 2014 e altrettanto fortemente, per il futuro, lo vorrei vedere applicato, quotidianamente.
Questa è la sfida per i prossimi anni: applicare l’articolo 12 e farne un grande strumento di riqualificazione urbana.

In soldoni prevede che tutti gli edifici abbandonati, non utilizzati, da oltre 5 anni e per almeno il 90% della struttura, possano essere, dopo un preciso iter amministrativo, essere restituiti ad una funzione pubblica.Quindi, chi ha abbandonato un immobile, generando in questo modo degrado e abbandono, togliendo dalla disponibilità cittadina uno spazio edificato, riceverà una diffida che impone di sistemarlo. Se la proprietà non lo fa in 90 giorni, il Comune lo ristruttura anticipando i costi e imputandoli alla proprietà.cropped-176524411.jpg

E se l’intervento fosse per il Comune eccessivamente oneroso o non immediatamente attivabile, attribuisce a tali beni una destinazione pubblica. Milano da troppi anni assiste al degrado crescente di sempre più stabili abbandonati, spesso perchè oggetto di speculazioni o addirittura di truffe.

E’ il caso della Torre Galfa, per citarne una famosa che grazie all’articolo 12 è partito nel progetto in fase attuativa ma anche di altre centinaia di immobili.
La città nel frattempo assiste anche alla crescente fame di spazi a canoni accessibili, per attività produttive, per l’aggregazione, per l’associazionismo, per numerose funzioni necessarie per rilanciare la città, ma anche per sottrarre al degrado e al consumo inutile di suolo tanti tanti metri quadrati urbani.

L’articolo 12 è figlio di una grande battaglia in Consiglio: il centrodestra sostiene che questa norma sia uno strumento di “socialismo applicato” (sic), di “esproprio proletario legalizzato” (sic).  Dall’altro lato alza la voce anche l’organizzazione di categoria dei proprietari immobiliari che chiama in causa l’articolo 42 della Costituzione che garantisce la proprietà privata e imputa al nostro articolo 12 milanese la messa in discussione della libertà di possedere beni.

Dimenticano la precisa definizione dell’articolo costituzionale numero 42 che recita: “La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.”

L’approvazione è stata importante. Ora è il momento di applicarla. Sono circa 200 gli immobili sui è possibile applicare lìarticolo 12. Fino ad ora si è fatto poco e solo sui primi passaggi. E’ tempo di un applicazione stringente, in modo da vedere anche l’ultimo passaggio apllicato: Soggetti sociali e associativi che prendo possesso degli spazi privati per sistemarli e usarli per il bene della città.

Con questo articolo del regolamento edilizio noi abbiamo detto molto chiaramente che Milano è un bene pubblico e la speculazione immobiliare che lascia deperire gli spazi non è più tollerabile. Lo abbiamo fatto noi, ora, per fare ANCORA MEGLIO, dobbiamo essere in Consiglio per farlo applicare.