MUOVERSI A MILANO, una proposta di visione per la città

La mobilità, inteso come DIRITTO universale per tutti, è stato e sarà un settore strategico per la città e per la qualità della vita dei cittadini.
Molto si è fatto, si è ridotto il traffico, si sono introdotte nuove forme di mobilità come lo sharing, abbiamo aumentato la velocità media del trasporto pubblico.
Molto ancora si può fare, e ANCORA MEGLIO, perchè oggi Milano è pronta ad un salto di qualità.

Qualsiasi politica sulla mobilità, deve partire dalla domanda chiave che dobbiamo porci:
Perché, con quale scopo, attueremo delle SCELTE chiare in città.

Le scelte della mobilità devono essere mirate a delle ragioni coraggiose e chiare:

la SALUTE dei cittadini, quindi la mobilità deve tener conto delle emissioni inquinanti e della sicurezza di chi è in strada
Il BENE COMUNE, quindi le strade come spazio pubblico, come ambito collettivo.

La VIVIBILITA’, quindi il muoversi come diritto, ma anche la mobilità come compatibile con spazi belli, fruibili, vivibili.
L’EQUITA’, quindi una mobilità accessibile ed equa, in una città solidale, che permette a tutti di spostarsi

Quattro grandi ragioni che devono orientare tutte le scelte in questo campo.
Quindi, quali obiettivi darsi, compatibili con le ragioni che ci spingono a fare delle scelte?

Evidente che la RIDUZIONE DEL NUMERO DELLE MACCHINE PRIVATE è un obiettivo misurabile da mobiliperseguire, perché l’auto privata è il principale fattore di inquinamento, di occupazione dello spazio pubblico, di riduzione della vivibilità e strumento iniquo.

Con questo chiaro obiettivo, è necessario mettere in campo tutte le iniziative possibili a questo fine.
Non esiste un singolo dispositivo che ci farà raggiungere lo scopo, ma una molteplicità di interventi nella stessa direzione: alcuni incentivanti, altri che rendano superfluo l’utilizzo dell’auto privata, altri ancora che rendano vantaggioso l’utilizzo di mezzi alternativi, sia in termini di tempo che in termini di costo. Sicuramente non è utile un approccio che vieti l’utilizzo delle macchine o lo renda impossibile, perché é irrealistico e soprattutto, a volte, l’auto è una necessità.

Obiettivo collegato alla riduzione delle vetture è quello di aumentare, in 5 anni, la quantità di spostamento in BICICLETTA al 10%.
Sarà possibile lavorando su tre grandi missioni:
– la manutenzione stradale, i pavè, le strisce per terra, per rendere più sicura e agevole la ciclabilità
– bicistazioni, rastrelliere, combattendo i furti e favorendo il parcheggio e l’utilizzo.
– le piste ciclabili, completando i lavori, ricucendo le varie piste troppo spesso non collegate, disegnando dei percorsi che rendano veloce e comodo l’utilizzo delle biciclette.

Per ridurre le macchine, è naturalmente necessario potenziare e migliorare il già buon servizio pubblico esistente a Milano. Bisogna innanzitutto lavorare alla velocità dei mezzi di superficie.

Asservimento semaforico, corsie preferenziali, sicurezza a bordo, aumentare frequenze e affidabilità. Meno macchine circolano, più veloci sono i mezzi pubblici. E’ un cerchio che si chiude. E si può fare, con scelte coraggiose che coinvolgano scelte urbanistiche, riduzione laddove necessario dei parcheggi.
Si chiama TPL integrato, riducendo i costi di chi viene da fuori, aumentando per i pendolari i parcheggi di interscambio fuori dalla città, collegando meglio i diversi servizi di mobilità pubblica, il passante, il metrò, i mezzi di superficie, i treni regionali. A volte basta una miglior comunicazione, a volte importanti investimenti, come si è iniziato a fare con l’accordo sulgi scali ferroviari. tram milano

Infine, ma non ultimo, sviluppare gli strumenti di riduzione delle macchine circolanti evitabili. Area C ha funzionato, ora va sviluppata. Bisogna darsi l’obiettivo di una riduzione delle auto in entrata in città, per questo negli anni a venire sarà necessario rafforzare i divieti di ingresso per le macchine inquinanti e introdurre, entro i 5 anni, una piccola tariffa per chi non residente entra in città. Servirà ad avere investimenti per la mobilità, ma anche ad incentivare l’utilizzo di mezzi alternativi per entrare a Milano. 600.000 auto che entrano in città ogni giorno sono un’enormità, è necessario ridurle, perchè non possiamo immaginare Milano del traffico per altri 10 anni. Non è un caso che solo il 26% dei residenti utilizza la macchina per gli spostamenti, mentre la percentuale sale al 60% per i non residenti.
Abbiamo introdotto a Milano lo sharing, bici, car e moto, uno strumento che va sviluppato perché rende superfluo il possesso di vetture per chi è in città. Una città smart, che utilizza la tecnologia per migliorare la mobilità dei cittadini, con l’ottica dell’innovazione a disposizione di tutti.

La visione è questa. Naturalmente, sarebbe un errore pensare di poter fare politiche coraggiose immaginando di dover fare la guerra agli automobilisti. Non è questo lo strumento giusto.
Certo è che il controllo della viabilità dovrà migliorare, la polizia municipale dovrà avere chiara responsabilità di combattere la sosta selvaggia, che ancora affligge Milano, cosa che sarà più facile con una riduzione delle macchine in città e politiche oculate sui parcheggi interrati. Nello stesso modo le violazioni che comportano incidenti e invivibilità.

E’ una cultura della mobilità sostenibile quella che vogliamo promuovere, in linea con le politiche dei maggiori paesi europei.
Una cultura che non può che iniziare dalle nuove generazioni, che vanno abituate ad una città con mobilità mobilitàbimbialternativa. Mobilità scolastica, scuole car-free, incontri con gli studenti, il Pedibus, tutte esperienze timidamente iniziate ma che possono diventare le fondamenta su cui costruire, un giorno, una città libera dalle macchine, con meno pericoli e più SALUTE, VIVIBILITA’, SPAZI PUBBLICI ed EQUITA’